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mercoledì 16/10/2019    |   Ultimo aggiornamento ore 21:46    |   Lavora con noi    |  

La Polizia di Stato esegue custodia cautelare a carico di cittadino albanese.

San Benedetto del Tronto | L'uomo di 39 anni è ritenuto responsabile dei reati di atti persecutori aggravati, violenza privata, lesioni pluriaggravate ed altro commessi nel corso degli ultimi anni ai danni di una giovane ragazza italiana dimorante in questo centro.

Squadra volante della Polizia

 

Si comunica che nella mattinata odierna personale del Commissariato P.S. di San Benedetto del Tronto-Squadra di Polizia Giudiziaria, a conclusione di una complessa attività investigativa nell'ambito di un procedimento penale instaurato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ascoli Piceno, eseguiva un' ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di H.E. di anni 39, cittadino di nazionalità albanese, pregiudicato, da tempo residente in provincia, ritenuto responsabile dei reati di atti persecutori aggravati, violenza privata, lesioni pluriaggravate ed altro commessi nel corso degli ultimi anni ai danni di una giovane ragazza italiana dimorante in questo centro.

Il provvedimento restrittivo, emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Ascoli Piceno, su richiesta del Procuratore Capo della Repubblica di Ascoli Piceno, scaturiva da un intervento esperito il 12 Ottobre 2018 da personale del Commissariato di Polizia di San Benedetto del Tronto sezione Anticrimine Squadra di P.G., all'interno di un campo agricolo sito in periferia ove era stato rinvenuto il corpo quasi esanime di una giovane donna gettatasi dal ponte sovrastante.

La stessa, rimasta molte ore isolata in una zona priva peraltro di illuminazione, veniva immediatamente soccorsa e ricoverata presso gli ospedali riuniti di Ancona, presentando fratture multiple con interessamento della colonna vertebrale che la costringevano ad una lunga degenza ospedaliera con conseguente riabilitazione tuttora in atto.

Su delega del Procuratore della Repubblica venivano subito svolti con cura e attenzione accertamenti per capire le ragioni del tentato suicidio e per far luce sui retroscena della sciagura e anche per rassicurare la vittima, ancora terrorizzata, e farla sentire protetta; si accertava che il gesto della ragazza promanava dalla disperazione della giovane generata da anni di vessazioni e violenze poste in essere dall'arrestato nel corso di una lunga e turbolenta relazione sentimentale.

Le indagini effettuate dalla Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato P.S. di S. Benedetto del Tronto, coordinata e diretta dal Procuratore della Repubblica, particolarmente laboriose e svolte con l'ausilio di presidi tecnologici, permettevano di risalire ai prodromi dell'insano gesto delineando un contesto inquietante caratterizzato da violenze fisiche e psicologiche inflitte dallo straniero il quale, incurante delle conseguenze, asserviva al suo volere la giovane donna provocandone, tra l'altro, il progressivo distacco da parenti ed amici.

Il burrascoso rapporto, durante il quale la vittima ricorreva più volte alle cure del Pronto soccorso senza riferire la reale causa delle lesioni riscontrate, degenerava lo scorso 12 Ottobre allorquando la vittima, esasperata dalle continue gravi minacce rivolte anche ai suoi familiari e dallo morbosa gelosia dello straniero, convinta di poter porre rimedio alla situazione solo con un gesto estremo, si lanciava dal ponte della sopraelevata del quartiere Ragnola di Porto D'Ascoli.

Lo straniero, rintracciato nella mattinata odierna in località Centobuchi di Monteprandone, veniva associato alla casa Circondariale di Marino del Tronto a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.

 

11/06/2019





        
  



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