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Il microcosmo di Indila

San Benedetto del Tronto | Indila "Mini world"

di Paolo De Bernardin

Indila

"Mini world"

Dopo settimane di dominio della classifica francese il belga Stromae è stato scalzato in vetta dalla vocina di Adila Sedraia, vero nome della cantante Indila, trentenne parigina le cui ascendenze si mescolano tra Algeria, Cambogia, Egitto e India. Con l'album di debutto "Mini world" non scopre in realtà nulla, dal momento che, star della rete (le sue canzoni su You Tube vantano i contatti di Suor "The Voice" Cristina), ha pubblicato dallo scorso anno quasi tutti i brani presenti su "Mini world" ad iniziare dal tormentone "Dernière danse", il cui video cerca di strappare la lacrimuccia sul tema dell'emarginazione, etnica e non solo. Strano che poi, negli stessi mesi la Le Pen conquisti potere grazie ai milioni di voti degli stessi francesi. Ironie e contraddizioni della nostra società sempre in balia dei media balena che divorano i suoi figli Pinocchio.

A giudicare dalla presenza in rete e dall'incredibile numero di video esistenti Indila sembrerebbe più popolare di Lady Gaga o della stessa Madonna (di nome e di fatto) ma all'ascolto ci si sorprende davvero della mediocrità vocale dell'artista, ennesima rappresentazione della mezza voce (detta anche filo di voce) femminile tipica dello stile d'oltralpe. Evidentemente ha fatto bene Indila a gestire la propria immagine attraverso una sconfinata partecipazione, in qualità di ospite vocale, a canzoni, concerti e apparizioni televisive di tanti rappers francesi (Soprano, TLF, The Algerino, Nessbeal, OGB, Rohff, Youssoupha, DJ Abdel) per consolidare la sua immagine. L'hip hop è di sicuro stata la sua passione iniziale ma per il suo disco d'esordio ha scelto di entrare in un mondo in cui la melodia avesse il prosto principale.

Indubbiamente la voce possiede un bell'appeal per la fusione di colorature indo arabe con sfumature di melopee che non mancano spesso di fascino ("Love story"). Non sono estranee a Indila persino influenze folk, tra il celtico e il bretone ("S.O.S.") e vaghi accenni all'arte della franco marocchina Hindi Zhara ("Comme un bateau", "Run run", "Tu ne m'entends pas"). Quando però si lascia andare alla pura linea melodica ("Boite en argent", "Mini world") della canzone francese Indila diventa un po' stucchevole e banale. Gioca meglio in effetti Indila quando aggiunge un po' di ritmo alle sue esecuzioni, che siano dance o reggae, e spaziano nella sua cultura multietnica, tra eschi gitani, come nel finale di "Mini world" e archi sincopati della suggestiva "Dernière danse".

Voto 6,5/10

19/06/2014





        
  



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