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L'omaggio di Joseph Arthur a Lou Reed

San Benedetto del Tronto | Josephe Arthur "Lou"

di

Joseph Arthur

"Lou"

Un mese fa al David Letterman Show, celebre appuntamento della televisione americana, Joseph Arthur si è presentato accompagnato da Mike Mills e Peter Buck, basso e chitarra dei R.E.M. per rendere omaggio ad un suo maestro e ad un suo amico, Lou Reed scomparso nell'ottobre scorso. La sua versione di "Walk on the wild side" che apre "Lou" è semplicemente da antologia. Intensa. Vibrante. Toccante. E' stato quello il battesimo di un disco che esce oggi, il 25° della frenetica attività musicale di Joseph Arthur, brillante autore, musicista e interprete nonché scrittore, poeta e artista visuale le cui opere accompagnano spesso le copertine dei suoi splendidi dischi.

Un lavoro interamente dedicato a Lou Reed. Col video girato davanti all'Apollo di Harlem, famoso e importante teatro di New York dove si è compiuta la grande celebrazione commemorativa dell'artista, Joseph Arthur ha registrato queste dodici canzoni nel suo piccolo studio di casa e traducendo con queste pagine una fortissima emozione per la perdita di un pezzo reale della storia del rock e di un amico personale. Pubblicato dalla prestigiosa etichetta Vanguard il disco è fatto di semplici note di chitarra acustica e di pianoforte, con pochi tocchi di basso e senza nemmeno una persussione e che raccolgono momenti indimenticabili come "Pale blue eyes" (davvero sublime) ed "Heroin" del periodo Velvet Underground ma anche pagine immortali come "Satellite of love", "Coney Island baby" (indimenticabile), "Magic and loss" (dura e incalzante), "Caroline says" (personalizzata per l'occasione in "Stephanie says"), "NYC man", "Men of good fortune" (una vera identificazione con la voce di Lou), "Dirty Blvd". E con due magnifici recuperi come "Wild child" (dall'album dell'esordio solistico "Lou Reed" del 1972) e "Sword of Damocles" (da "Magic and loss" del 1992).

Potete ascoltare questo disco a ripetizione senza avere mai la sensazione di un colpo di furbizia o di un gesto di speculazione sull'arte di un monumento come Lou Reed. Quello che traspare è solo un immenso amore per un artista che non dimenticheremo mai. Joseph Arthur canta come se pregasse. Fa passare ogni canzone sotto la sue pelle e traduce ogni verso con la voce del cuore e stupisce ad ogni ascolto. Qui dentro scorre il sangue di una città come New York. Gli sguardi sono lampi che fanno serrare gli occhi, come recita Lou Reed in "NYC man". Sono un piccolo granello di sabbia. Una strizzata d'occhio. E poi il nulla.

Voto 9/10

http://www.josepharthur.com/2012/joseph-w-mike-mills-and-peter-buck-letterman/

13/05/2014





        
  



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