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martedì 16/03/2010    |   Ultimo aggiornamento ore 21:47    |   Lavora con noi    |   CameraTV    |   SenatoTV

Giornata della Memoria: un musical per non dimenticare

Fermo | Dopo un percorso di ricostruzione storica, gli alunni dell'Itcgt presenteranno il risultato del loro lavoro mercoledì prossimo all'auditorium San Martino.

di Francesca Pasquali

Un momento della conferenza stampa

Uno dei principali compiti dello storico? Ricostruire, attraverso testimonianze dirette e indirette, gli errori commessi nel passato per evitarne simili in futuro. Magari in molti crederanno che ai ragazzi che studiano per diventare geometri o ragionieri, della storia interessi ben poco. A questi malpensanti rispondono gli alunni dell’Itcgt ‘Carducci-Galilei’ che mercoledì prossimo presenteranno all’auditorium San Martino il musical Il silenzio è l’arma che ci ha uccisi.

Presentato stamattina in conferenza stampa e inserito nelle iniziative per la Giornata della Memoria, la ricerca ha coinvolto tre classi delle due scuole – 2° A, 4° B e 4° C – che hanno svolto approfondite ricerche sulla Shoah nella Valle del Tenna. Un mix di testimonianze, canti, coreografie e letture di brani è il modo scelto dagli studenti per far sì che la memoria di quegli eventi si preservi il più a lungo possibile. Un lavoro lungo e dettagliato ha portato i ragazzi a contattare e, alcune volte, incontrare i testimoni diretti di quei tragici fatti.

Ricordi particolarmente intensi, proprio perché raccontati dalla viva voce dei protagonisti, hanno fatto emergere storie molto interessanti. Come quella della famiglia Brutti di Amandola, che aiutò la famiglia Almuli a salvarsi dalle persecuzioni naziste. Oggi in America, i discendenti degli Almuli hanno inviato un’intervista che verrà proiettata mercoledì mattina.

“Parlando con persone che così tanto hanno fatto per mettere in salvo alcuni ebrei – ha affermato la professoressa Maura Iacopini, coordinatrice delle ricerche – ci siamo accorti che per loro è stato del tutto naturale aiutare chi era in difficoltà, anche se questo comportava grossi rischi”. C’è solo da imparare, dunque, da gente così, in un momento in cui il diverso torna sempre più spesso a far paura.

21/01/2010







        
  


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