Samb grandi firme strapazza la Fermana
San Benedetto del Tronto | Palle gol in quantità... industriale, alla fine quattro vanno a segno. Autorete di D'Eustacchio, D'Angelo, Cacciatore e Menichini.
di Veleno
Palladini
Samb-Fermana come una prima della Scala: accesso consentito solo a personaggi di rango. Nel caso specifico gli abbonati.
Come ad una prima che si rispetti la qualità dello spettacolo è d’obbligo. Così è stato. Però sul palco, a recitare, c’era solo la Samb. E la Fermana? Ha preferito solo per alcuni minuti, circa quindici, poi si è seduta comodamente in platea.
Primi minuti scoppiettanti e due gol, omaggio delle rispettive difese, serviti come antipasti per l’abbuffata che verrà dopo. Al 7° Cameli, sulla linea di fondo, si fa soffiare un pallone da Rulli, palla nell’area piccola con il portiere ormai fuori causa, Zazzetta e D’Eustacchio si avventano sulla palla. Sembra che D’Eustacchio anticipi la nostra ala, mettendo la palla nella propria porta. Al 9° Pompei va sul fondo con Ogliari e D’Angelo che stanno a guardare, palla all’accorrente Cacciatori, anche lui dimenticato, e palla in rete sul primo palo.
Gelo al Riviera delle Palme. Ma dopo qualche minuto, il tempo per assorbire la mazzata, la Samb riprende a macinare gioco, la Fermana invece scompare letteralmente, non riesce ad organizzare un possesso palla decente. Appare evidente un divario tecnico abbastanza marcato.
La Samb sembra che da un momento all’altro stia per dilagare ma a fare da argine non è la difesa canarina ma la solita “fame” da gol dei nostri attaccanti. Citiamo il tris calato a sorpresa da Basilico. Al 30° Rulli gli appoggia dal fondo una palla che deve solo essere appoggiata in rete. Non diciamo dove è finita la palla ,calciata a non più di quattro metri dalla porta. Vi lasciamo indovinare. Più è fervida la vostra fantasia, più sarete vicini alla verità. Al 33° Basilico si ripete. Questa volta, per non annoiare la platea, cambia stile e fa un bel “liscio”. Al 49° è ancora D’Angelo ad imbeccare Basilico solo al centro dell’area. Stop, piroetta alla Fracci in punta di scarpe e… palla sul fondo.
Se la Samb fosse un’azienda, potremmo dire che la produttività è a livelli fallimentari: appena al 25%. Quattro palle gol e una sola realizzazione.
Meno male che c’è…D’Angelo a tirare su il livello di produttività. Al 50° Zazzetta fa un cross dal fondo che attraversa tutta l’area e giunge a D’Angelo. L’ala finge di tirare in porta ma stoppa la palla. La finta ha l’effetto della frenata di autobus sulla difesa della Fermana: tutti a faccia avanti. D’Angelo non deve far altro che appoggiare in rete. Non è la prima volta che l’ala rossoblu sfoggia questa freddezza da veterano. Se lo fa a 19 anni questo vuol dire avere classe.
Esagero? Vedremo!!.
La Fermana, che fino ad allora aveva fatto poco, anzi niente, perde la testa e commette una serie di svarioni. Al 56° Cameli si merita la palma di grullo della giornata. Cincischia che ti cincischia e alla fine Cacciatore gli carpisce il pallone. Va solo verso la porta, supera di slancio il portiere Ruspantini e mette in rete. Meno male, la produttività risale di colpo e si avvicina al 70%.
Forse si esagera con questi livelli di produttività elevati , allora provvedono subito Zazzetta e il nuovo entrato Gentili. Al 71° (Zazzetta) e al 77° (Gentili) si bevono tutto d’un fiato , soli soletti davanti a Ruspantini, due golletti d’annata.
All’ 82° il sigillo che chiude ufficialmente la contesa. D’Angelo pennella un cross per Menichini che di testa mette in rete.
Un 4-1 che dice chiaramente che la Samb, ora che si è adattata alla categoria, è la più forte. Se non si smarrisce strada facendo non dovrebbe mancare l’obiettivo promozione.
L’Urbania, con le unghie e con denti, ancora riesce a rimane aggrappata al primo posto. Ma è già la seconda volta che evita una sconfitta nei minuti di recupero. La fortuna di solito non è sempre così generosa.
29/11/2009
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